L'edificio

L’Archivio di Stato di Bolzano dopo la sua istituzione venne collocato a Castel Mareccio, che si trova in una posizione relativamente comoda in vicinanza del centro storico della città di Bolzano. L’imponente edificio, che nell’attuale forma è frutto di modifiche strutturali databili al sec. XVI, era stato abbandonato nel corso del sec. XIX e utilizzato come deposito militare durante la prima guerra mondiale. Non era certo il luogo più adatto per la conservazione di materiale archivistico.

I vari direttori dell’archivio dovettero comunque far fronte a questa situazione (spazi insufficienti, magazzini, sale di studio e uffici non separati, soffitti pericolanti) fino al 1972, anno in cui il castello venne dichiarato inagibile e l’Archivio di Stato dovette trasferirsi. Il peggio si raggiunse sicuramente verso la metà degli anni sessanta, quando gli uffici e la sala di studio vennero trasferiti in Via Mendola e la consultazione dei fondi diventò praticamente impossibile.

In queste circostanze l’Amministrazione Provinciale si dichiarò disposta a costruire un edificio adatto anche per l’Archivio di Stato. Era così garantita la possibilità – dopo la divisione appena deliberata dei fondi dell’Archivio di Stato tra Stato e Provincia – di vedere uniti sotto un unico tetto i due istituti archivistici.

Nel frattempo l’Archivio di Stato fu sistemato in un capannone industriale nella zona artigianale di Bolzano (Viale Druso).

Nel 1980 potevano finalmente iniziare i lavori per la costruzione del nuovo edificio dove era previsto di collocare, oltre ai due archivi, anche la Biblioteca provinciale „Dr. Friedrich Tessmann“. Come luogo per il nuovo centro di cultura venne scelto il giardino del Palazzo Rottenbuch nel quartiere di Gries, destinato tra l’altro a diventare la sede della Soprintendenza provinciale ai beni culturali. Dopo 5 anni di lavoro nel 1985 il nuovo edificio era pronto per accogliere i tre istituti.